New York, Parigi, Londra…Napoli!

“Napoli per noi  … è solo una città di scugnizzi pizza e mare,  o di notizie nere da telegiornale. Napoli però  è un’altra cosa,  è la città tradita che sa perdonare…” Così recitavano i Pooh nella canzone Napoli Per Noi  alla fine degli anni ’80. Ma Napoli sa ancora perdonare? Indubbiamente Napoli è cambiata perché è cambiato il mondo, ma è la direzione giusta? Mi spiego meglio, Napoli è sempre stata una città diverse dalle altre, con uno stile di vita diverso e indubbiamente con i suoi problemi, forse molto spesso abbandonata dalle istituzioni, ma i suoi abitanti sono sempre stati capaci di reagire autonomamente alle difficoltà (Mo vec’ io, per dirlo in napoletano) ad esempio inventandosi il lavoro, inventandosi una propria musica, reagendo di fronte alle difficoltà con allegria che forse sa tanto di rassegnazione.

Ora però qualcosa è cambiato, vediamo le cose sotto un altro punto di vista, ad esempio il venditore ambulante è colui che non paga le tasse e non parliamo dei parcheggiatori abusivi. Ma siamo sicuri che questi personaggi hanno intrapreso questa strada per evadere il fisco? Siamo sicuri che non avrebbero voluto un lavoro come tutti quanti? E che dire dei cantanti neo melodici, criticati perché detto da qualcuno “grazie a loro ho vergogna di essere napoletano”, ma anche loro sono Napoli, e rappresentano questa città nel suo folklore, e poi se non piace il genere basta non sentirli. Ora io dico a quel qualcuno: cosa hai fatto tu per inorgoglire Napoli?

E il problema dell’immondizia? Negli anni 50 e 60, esistevano figure popolari, in pratica veri e propri riciclatori. ‘O sapunaro, ‘o cartunaro. ‘O sapunaro andava per le case a raccogliere stracci, oggetti di ferro, di rame, di piombo. E in cambio offriva piatti, bicchieri, posate. ‘O cartunaro raccattava per strada scatoloni e contenitori e poi andava a venderli presso le cartiere. Poi c’era ‘o scupatore che ritirava i rifiuti casa per casa in un grosso sacco che svuotava direttamente int’ ‘o camion d’ ‘a munnezza.
Ma questo succedeva una volta in tempi di arretratezza culturale! Ed oggi in tempo di civiltà e progresso abbiamo visto tutti cosa è successo.

E’ questo forse il problema, Napoli viene denigrata proprio dai napoletani.

La Grotta del Cane

La Grotta del Cane, di origine vulcanica, sorge nelle vicinanze del lago di Agnano e il paese di Agnano Terme, nei Campi Flegrei, in provincia di Napoli. Il nome Agnano sembra derivi dal termine Anauni, serpente. Si dice che il luogo era ricco di serpenti, infatti, che andavano a dissetarsi alle acque del lago. La zona poi divenne rinomata per le sue numerose sorgenti termali (ben 75!), per i fanghi e le pratiche di stregoneria.

La grotta misura un metro di larghezza e due di altezza. La caratteristica della grotta è l’esalazione di acido carbonico sprigionatosi dal sottosuolo. L’acido, dal peso specifico maggiore di quello dell’aria, si addensa anche a 30 cm dal suolo. Il nome di grotta del cane proviene da un crudele esperimento, offerto ai visitatori, in voga nel XVIII secolo e durato fino alla metà del XX, che consisteva nell’introdurre un cane nella cavità, il quale, a causa delle esalazioni letali di acido carbonico libero, era costretto a respirare la sostanza tossica venendo colpito immediatamente da sintomi di asfissia. Se riportato subito all’aria aperta, riprendeva i sensi, altrimenti nel giro di 3 minuti sarebbe morto.

Esiste la testimonianza di un illustre personaggio della letteratura francese, Alexandre Dumas: “Il padrone spinse dentro (il cane )… appena dentro, … balzò, si levò sui posteriori per sollevare la testa al di sopra dell’aria mefitica che lo circondava. Ma tutto fu inutile: presto vacillò… si coricò, irrigidì le membra, le agitò come in una crisi di agonia, poi… rimase immobile… la bocca piena di schiuma… Lo credetti morto. …

Si legge in una pagina del volume di Giuseppe Mormile, “DESCRITTIONE DI TUTTO L’AMENISSIMO PAESE DI POZZUOLO E LUOGHI CONVICINI” del 1670: F Grottà chiamata delli Cani, nella quale ogni cosa viva, che v’entra, muore. G Lago d’Agnano, che non produce altro che rane. H Sudatorii, e fumarole d’Agnano.

La grotta del cane, di interesse non solo scientifico ma anche storico, è stata recentemente (2001) riaperta dopo 30 anni. Il recupero della cavità avviene in seguito al restauro delle Antiche Terme Romane, costruite 2700 anni fa. La visita, guidata, alla grotta avviene dietro prenotazione e comprende anche le terme romane.

Informazioni sull’Autore

Daniele Imperi – Speleoblog, Forum Speleonauti

Fonte: Article-Marketing.it

Per informazioni: Gruppo Archeologico Napoletano Tel. 081.5529002-338.4031994 oppureinfo@ganapoletano.it e sui siti www.ganapoletano.it e www.archemail.it

B&B Napoli

Il B&B in Italia: un fenomeno in crescita, soprattutto sul web

La formula Bed & Breakfast, intuitivamente, fa riferimento ad una soluzione turistica di origine inglese, nata nel secolo scorso, quando veniva offerta ospitalità ai viandanti all’interno delle abitazioni.
Questa dicitura era affissa fuori dalle porte anglosassoni, e suggeriva accoglienza da parte di alcune famiglie e delle rispettive abitazioni, per turisti di passaggio che cercavano un letto a poco prezzo.

Tuttavia, nonostante sia stata una realtà consolidata nei paesi inglesi, fino agli anni ’90 il Bed & Breakfast è rimasto una realtà comunque estranea al panorama turistico italiano.
Si raggiunge infatti la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo secolo per veder fiorire in tutta Italia, la nuova struttura d’accoglienza turistica "letto e colazione".
Come spiega l’Osservatorio Nazionale sul Bed & Breakfast, la moltiplicazione di queste strutture sul territorio nazionale coincide con l’anno del Giubileo, quando in concomitanza con le manifestazioni religiose ci fu necessità di accogliere milioni di turisti da tutto il mondo.

Negli anni che sono seguiti all’evento le strutture si sono profondamente modificate, con esse i servizi offerti e, anche se la formula è rimasta pressocchè invariata, si sono decisamente modificate le strutture stesse e le relative tariffe imposte che hanno abbandonato la caratteristica economicità che in origine, nei paesi anglosassoni si aggirava intorno ai tre scellini a notte, a favore di prezzi e camere da hotel a tre stelle.

Per prima le famiglie della capitale e poi a seguire di tutte le altre città hanno scelto di aprire le porte delle proprie abitazioni ai turisti, offrendo loro un letto ed una prima colazione, per la maggior parte dei casi composta da piatti tipici del luogo.
Sono mutate negli anni anche i mezzi pubblicitari che hanno sostituito le classiche insegne, con guide turistiche, riviste e infine con il web, con i suoi portali , motori di ricerca, siti internet e tutto il resto.

Ma quali sono le caratteristiche di questa nuova formula di accoglienza che si sta sviluppando in Italia?
Innanzitutto, come già spiegato, quello che differenzia il b&b dalle altre strutture d’accoglienza è il fatto che questi sono principalmente situati all’interno di abitazioni private, e offrono all’ospite una camera e al massimo un bagno privato, oltre che naturalmente la colazione mattutina.
La loro ubicazione all’interno di abitazioni private o palazzi fa sì che molte di queste strutture siano situate in pieno centro storico cittadino o comunque nei pressi dei principali siti turistici, e permettano una maggiore e più funzionale conoscenza del luogo.

Ma aldilà delle caratteristiche tecniche, quello che fa di queste strutture una categoria in via di sviluppo, come spiega ancora l’Osservatorio Nazionale sul Bed & Breakfast, è la familiarità che accoglie l’ospite: non esiste nel b&b, infatti, l’impersonalità tipica dell’hotel, si respira invece un’atmosfera familiare ed accogliente tipica delle abitazioni.

Secondo le statistiche infatti, aldilà della convenienza economica (si stima infatti che il prezzo medio per una camera in un b&b italiano sia di circa 40 € a notte), sembra sia proprio questa caratteristica ad attirare il turista in queste strutture.
L’aria di casa è data dal fatto che ben due gestori su tre sono donne, e curano personalmente gli ospiti, composti nell’80% dei casi da giovani coppie e gruppi di amici.

Lo sviluppo di queste strutture turistiche è cresciuto negli ultimi cinque anni in modo esponenziale in tutta Italia, e ha avuto l’effetto di creare dei canali turistici anche in quelle località ove risultavano assenti strutture turistiche di diverso genere.
Tra le regioni che stanno assistendo all’emergere di questo nuovo fenomeno c’è la Campania, di cui il capoluogo, Napoli, è una delle città simbolo di questo fenomeno, insieme a Roma, Firenze, Bologna e altre città.

Napoli e tutta la sua provincia offre una quantità altissima di Bed & Breakfast, che si sono moltiplicati e continuano a sorgere a velocità impressionante negli ultimi 6-7 anni.
Legate a questo fenomeno, a Napoli come nelle altre città si sono sviluppate una serie di attività satellite che trovano nel web la loro massima espressione.

Cercando infatti sui motori di ricerca ad esempio, la parola chiave "bed and breakfast napoli", ci si trova davanti a centinaia di migliaia di risultati, alcuni dei quali sono relativi a portali dedicati esclusivamente a queste strutture turistiche, che offrono all’utente e al gestore del b&b una serie di servizi dedicati, generando in tal modo un vero e proprio mercato turistico parallelo.
Questo fenomeno, ancora in fase di espansione e quindi di assestamento, si sta sostituendo alla classica funzione prima legata esclusivamente alle agenzie di viaggio. E sta trasferendo sul web il mercato turistico mondiale, in primis relativamente ai bed & breakfast, ma lo stesso fenomeno sta lentamente coinvolgendo tutte le altre categorie di accoglienza turistica.

Informazioni sull’Autore

Andrea Scutellaro

Web Agency Punto Rada

Fonte: Article-Marketing.it

I Misteri di Napoli

Il mistero della Cappella di S. Severo e del Principe Raimondo de’Sangro

La città di Napoli è una della città più misteriose del mondo, ricca com’è di miti, leggende e luoghi che trasudano mistiche vicissitudini. Uno di questi è senz’altro la Cappella Sansevero, costruzione cui è dovuta gran parte della fama che circonda il Principe Raimondo de’Sangro, ritenuto una delle personalità più misteriose e allo stesso tempo geniali che abbiano abitato la Napoli del ‘700. La prima fondazione della cappella risale però al 1590 ad opera del Duca Giovan Francesco Paolo de’ Sangro che, per costruirla, rinunciò ad una parte del giardino del suo palazzo (si tratta del palazzo di Piazza San Domenico Maggiore, oggi contrassegnato col civico nove), dopo che si furono verificati due fatti miracolosi.

Il Principe Raimondo de'Sangro
Un tale condotto in carcere, seppure innocente, si trovò a passare laddove oggi sorge la cappella, ov’era raffigurata l’Immagine della Vergine. Il pover’uomo si raccomandò a Lei facendo voto di donare una lapide d’argento nel caso la Vergine lo avesse aiutato a proclamare la sua innocenza. Per intercessione della Madonna l’uomo fu scagionato e mantenne il suo voto. Lo stesso Duca poi, si rivolse alla stessa immagine quando si ammalò gravemente, promettendo che, se fosse guarito, avrebbe edificato una piccola Cappella. La Madonna non mancò di esaudire la sua richiesta e la cappella fu costruita. In poco tempo però, il piccolo sacello divenne meta di intensi pellegrinaggi, tanto che il figlio del Duca, Alessandro de’ Sangro, Patriarca d’Alessandria, dovette ingrandirla rinunciando ad una parte del cimitero di famiglia. Da altare commemorativo, si trasformò in una vera chiesa dove venivano celebrate messe.

Fu però Raimondo de’ Sangro a dare il volto definitivo alla cappella della "Pietatella", iniziando i lavori di ristrutturazione nel 1749. La volta fu affrescata da Francesco Maria Russo, allievo del Solimena. Il riassetto di Santa Maria della Pietà terminò nel 1770 circa.

Don Raimondo spese una vera e propria fortuna in tale opera, sovrintendendo personalmente ai lavori e imponendo agli artisti di non modificare i quattro mausolei preesistenti. Lo stesso Principe suggerì continuamente le tecniche e le tematiche dei vari complessi scultorei, volendo esprimere, attraverso le opere custodite nella Cappella, diversi messaggi ermeneutico-allegorici. Sia le tecniche che i significati di alcune opere artistiche, sono ancora avvolti dal mistero, tanto che negli ultimi secoli si è tramandata la leggenda di questo misterioso principe, alchimista e mago, che fu in grado di realizzare opere meravigliose impiegando pratiche al limite della magia nera.

Effettivamente il Principe Raimondo de’ Sangro conduceva studi applicati a varie materie che oggi definiremmo scientifiche ma che allora presentavano tutti i caratteri della magia. Raimondo de’ Sangro infatti era famoso al tempo anche per le sue stravaganze. Collezionava strani oggetti e marchingegni (minuziosamente catalogati in un volumetto la cui pubblicazione fu da egli stesso curata, dal titolo "Breve nota di quel che si vede in casa del Principe di San Severo, D. Raimondo di Sangro, nella città di Napoli") e stupendo i frequentatori dei salotti nobiliari della città con le sue trovate. Si dice infatti che Don Raimondo fu visto viaggiare a Mergellina a bordo di un carro trainato da cavalli… in mare. E una volta fu in grado di riprodurre, si dice, il miracolo di San Gennaro, suscitando lo stupore dei gentiluomini e delle nobildonne presenti in un salotto.

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Gli studiosi, meno inclini a credere alle superstizioni popolari, parlano in realtà di un battello a pale in forma di carro (con cavalli di legno) e di alcuni esperimenti che il Principe amava mostrare agli amici. Raimondo de’Sangro mago o scienziato?

Informazioni sull’Autore

Scritto da Franco Spada e Nando Merisi per Bella Napoli, il turismo e la cultura di Napoli… fatti da voi!

Fonte: Article-Marketing.it

Insalata di Rinforzo

Ingredienti

  • 1/4 di olive bianche e nere
  • 1 cavolfiore
  • 100 gr. di acciughe
  • 200 gr. di sott’aceti
  • sale
  • olio
  • 1 bicchiere di aceto

Preparazione

Pulire il cavolfiore, tagliarlo a pezzetti e scaldarlo in acqua, aceto e sale per 20 minuti.
Quando il cavolo si è raffreddato
 metterlo in una piatto largo e fondo, con il sale, olio, sott’aceti,
le acciughe e le olive.


Se lo preparate qualche ora prima prende ancora meglio il sapore.

Il risultato dovrebbe essere questo: